Procedure e vantaggi per essere apicoltori in tutta legalità!

Procedure e vantaggi per essere apicoltori in tutta legalità!

Che si tratti di hobbistica o di vera e propria professione, che produciate un vasetto di miele o la quantità industriale di una grossa azienda, ufficializzare e rendere legale la vostra attività apistica è molto importante.

Spesso, per disinformazione, si tende a credere che tutte le pratiche burocratiche utili a mettere in regola le attività imprenditoriali, specie quelle in campo agricolo, siano lunghe, complesse e prive di senso. Non è questo il caso! Diventare apicoltori a tutti gli effetti è una procedura semplice e veloce e comporta non pochi vantaggi per tutti.

Apiario per autoconsumo

Una rapida premessa

Regolarizzare l’attività apistica non è propriamente una scelta, esiste una normativa a riguardo, pensata in ogni suo aspetto per rispondere alle esigenze degli stessi apicoltori, pertanto va rispettata.

Il Parlamento Italiano, con la Legge del 24 dicembre 2004, n. 313, descrive con dovizia tutte le attività, finalità, definizioni e norme e che riguardano l’apicoltura. La Legge riconosce l’apicoltura – riportiamo l’articolo 1 –

come attività di interesse nazionale utile per la conservazione dell’ambiente naturale, dell’ecosistema e dell’agricoltura in generale ed è finalizzata a garantire l’impollinazione naturale e la biodiversità di specie apistiche, con particolare riferimento alla salvaguardia della razza di ape italiana (Apis mellifera ligustica Spinola) e delle popolazioni di api autoctone tipiche o delle zone di confine.

Da questa normativa, così come dall’articolo 18 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, che promuove l’importanza dei processi di tracciabilità del prodotto, risulta evidente che la registrazione dell’attività di apicoltura sia anzitutto finalizzata non solo alla salvaguardia delle api stesse, ma anche alla promozione e tutela dei prodotti apistici italiani.

Apis mellifera ligustica

Due semplici passi per registrare la propria attività di apicoltori

Al netto delle grandi aziende che producono tonnellate di miele e che ci auguriamo rispettino tutte le normative vigenti, come molti certamente sapranno, spesso ci si avvicina all’apicoltura come hobbistica. Poi, si comprende ben presto che questa attività può diventare redditizia.

Se, come facciamo noi di BeeHouse, questa attività rispetta il naturale ciclo di produzione delle api, certamente non c’è nulla di male nel dare valore al frutto di un duro lavoro, fatto di attenzioni, fatiche e rispetto per la natura.

Se si vuole allevare le api, le api regine, vendere il miele e tutti gli altri prodotti apistici o fare consulenza per aiutare gli altri produttori, è necessario rendere legale questa attività, in altre parole, bisogna aprire un’attività di apicoltura a livello professionale in qualità di imprenditore apistico o di apicoltore professionista.

I passi da seguire, sono sostanzialmente due e richiedono uno sforzo certamente inferiore a quello che svolgete come apicoltori:

  1. l’apertura di un codice apistico
  2. l’iscrizione al BDA (Banca Dati dell’Anagrafe)

Vediamo insieme di cosa si tratta e come svolgere facilmente queste pratiche.

Modello di cartello per apiario con codice identificativo

Apertura di un Codice Apistico

Questa procedura non è altro che la registrazione dell’inizio della propria attività. Dopo aver acquistato le colonie di api, entro 20 giorni dall’inizio dell’attività, è sufficiente recarsi presso il Servizio Veterinario competente per territorio in base alla sede legale.

Questi assegnerà all’apicoltore un codice identificativo che “sarà utilizzato per identificare univocamente, su tutto il territorio nazionale, l’attività di apicoltura indipendentemente dalla collocazione dei diversi apiari, che potrebbero trovarsi sul territorio di competenza di differenti Servizi Veterinari”.

Sarà necessario comunicare i dati relativi all’acquisto delle colonie e la postazione. In un secondo momento gli addetti dei Servizi Veterinari verranno a fare un controllo. Pertanto, questo step è fondamentale non solo al fine della profilassi e del controllo sanitario, ma anche perché altrimenti non si può beneficiare degli incentivi previsti per il settore.

Come vi spiegheremo meglio nelle prossime settimane, proprio lo scorso 2 luglio, è stato firmato dalla ministra Bellanova il decreto che sblocca ben 2 milioni di euro per l’apicoltura.

Apis mellifera ligustica

Iscrizione alla Banca Dati dell’Anagrafe Apistica Nazionale

L’iscrizione alla BDA è un’altra semplice ma indispensabile procedura. Ci sono diverse possibilità per poter effettuare tale registrazione: registrandosi in maniera autonoma sul portale dedicato oppure recandosi all’Asl di competenza.

Per registrarsi autonomamente, è sufficiente andare sul sito: www.salute.gov.it e inserire i dati richiesti per ottenere un account temporaneo (il pin viene inviato dal sistema tramite mail, dunque è necessario avere un indirizzo valido).

Con l’account temporaneo è possibile registrare la propria attività apistica e indicare un eventuale persona delegata a gestire le proprie attività in BDA.

Il pin provvisorio sarà utile solo per il primo accesso, gli accessi successivi al sistema dovranno avvenire tramite un certificato di autenticazione digitale (Carta Nazionale dei Servizi o Tessera Sanitaria attivata e lettore di smart card).

Sulla banca dati si registra la consistenza degli apiari (intesa come numero di alveari), l’ubicazione e dislocazione degli stessi sulla base dell’indirizzo e delle coordinate geografiche, ma anche tutte le altre informazioni riguardanti la propria attività di allevamento e le sue variazioni nel tempo.

Recentemente, come spiega la Federazione Apicoltori Italiani, si è ritenuto opportuno anche l’inserimento dei dati relativi ai laboratori di smielatura.

La registrazione alla BDA è una procedura semplice e non comporta alcun costo, ma soprattutto è molto utile ai fini del censimento annuale.

Api bottinatrici

Non lasciamoci prendere dalla pigrizia

Avere un conteggio attendibile dei risultati e dell’andamento dell’apicoltura in Italia è un riscontro molto importante. Non solo è utile a comprendere l’effettivo apporto di questa attività al PIL e quali sono invece i numeri relativi all’importazione del miele dall’estero, ma contribuisce a valorizzare l’apicoltura, che spesso e volentieri non viene considerata al pari delle altre attività agricole.

Come abbiamo visto, regolarizzare la propria attività di apicoltori è molto facile, non lasciamoci prendere dalla pigrizia.

La gran parte degli apicoltori italiani sono attenti al rispetto della natura, alla tutela delle api e alla salvaguardia di una biodiversità unica che caratterizza il nostro territorio. Tutelare il prodotto italiano significa contribuire alla produzione di un prodotto sano, nutriente e rispettoso delle più tradizionali e naturali pratiche di produzione.