Smielatura, cosa serve e come funziona

Smielatura, cosa serve e come funziona

Gli apicoltori non vedono l’ora che arrivi il momento della smielatura. La raccolta del miele è certamente la parte più gratificante per un apicoltore dopo un anno di lavoro e cure.

 

Se quella del prossimo luglio fosse la vostra prima smielatura, vi spieghiamo come organizzarvi così da arrivare pronti, anzi prontissimi, e provvisti del necessario. Prendete appunti!

 

Smielatura, quando è il momento giusto?

 

Se i tre quarti delle cellette dei telaini sono opercolate, ossia piene, scatta il momento della raccolta. Ecco un piccolo e utile stratagemma per capire se è giunta l’ora di procedere: fino a metà estate, pesate il favo ogni sera e noterete l’aumento di peso. Quando l’alveare avrà raggiunto la sua pesantezza massima, quel momento coinciderà con il primo flusso nettarifero.

smielatura

Quando le cellette sono tutte opercolate, è il momento della smielatura!

La raccolta del miele, tutto l’occorrente

 

Per praticare la smielatura servono alcuni strumenti, qui una breve lista:

 

  • apiscampo, è l’attrezzo di cui servirsi per liberare i melari prima del prelievo dei favi. L’apiscampo, in plastica o metallo, è provvisto di una serie di forellini e aperture che permettono il passaggio delle api dal melario al nido, evitando il processo contrario.
  • tuta a prova di ape, se non vi siete provvisti di una tuta professionale indossate una maglia a maniche lunghe, un pantalone lungo e un cappello con veletta di protezione.
  • affumicatore, è essenzialmente una latta riempita con dei giornali a cui dare fuoco. Cosa dovrà fare l’apicoltore? Spingere il fumo verso l’alveare, con questa operazione le api dovrebbero spostarsi verso la parte bassa dell’alveare, lontano dai favi.
    Importante: usare la minor quantità di fumo possibile, perché questo potrebbe compromettere il sapore del miele.

    raccolta del miele

    Smielatura, quali strumenti occorrono?

  • uno strumento per sollevare il coperchio dell’arnia, tipo un piede di porco. Le api sigillano i bordi dei loro alveari con un materiale resinoso chiamato “propoli” e poiché la saldatura è piuttosto forte, sarà necessario servirsi di un apposito strumento per sollevare il coperchio interno.
  • soffiatore elettrico o a gas per rimuovere le api dai telaini, in alternativa andrà benissimo una “spazzola da api”.
  • coltellino per staccare il favo che sarà attaccato al telaino tramite la cera.
  • estrattore, modello elettrico o a manovella.
    smielatura

    Come si usa il coltellino per togliere la cera e staccare il favo.

Qualche piccola avvertenza:

 

  • Se i telaini fossero colmi di miele e le cellette non fossero tutte opercolate, sarà meglio rimandare la smielatura di una decina di giorni per consentire alle api di completare il processo di maturazione del miele.
    Quale sarebbe il rischio se si procedesse comunque alla smielatura? Il miele estratto avrebbe troppa umidità e rischierebbe di fermentare nel giro di poco tempo. In più consigliamo l’inserimento di un altro melario.
  • Al momento dell’estrazione dei melari, porre attenzione al possibile rientro delle api.
    Si raccomanda di riporre i melari in luoghi puliti.
  • Se durante le operazioni di raccolta cadesse qualche goccia di miele a terra, sarà bene eliminarla con abbondante acqua.
  • Al momento del trasporto, legare i melari per evitare eventuali rotture nei favi e, di conseguenza, la colatura del miele.
  • Il favo dovrà essere lavorato poco dopo l’estrazione dall’arnia. In questa fase, il miele sarà ancora relativamente fluido ma potrebbe cominciare a indurirsi. Eventualmente, riponete il favo in un posto caldo e assolato per pochi minuti in modo che, riscaldandosi un po’, ritorni allo stato fluido.

 

Come estrarre il miele?

 

L’estrazione del miele può avvenire in modo automatizzato, tramite estrattore elettrico o a manovella, oppure in modo manuale.

Il processo di estrazione è piuttosto semplice. Innanzitutto bisogna far girare i telaini, il miele si depositerà sulle pareti fino a scendere man mano verso il fondo. Si consiglia di adoperare una garza per filtrare il miele ed eliminare eventuali scarti come pezzetti di favo e cera.

Come anticipato esiste anche l’opzione manuale, che ovviamente richiede più tempo. Dovrete rompere il favo con le mani, sminuzzarlo e ridurlo in poltiglia, successivamente potrete impiegare uno schiacciapatate per schiacciare il favo, ridurlo in modo che sia uniforme e successivamente filtrare il miele con l’uso di una garza.

 

Smielatore artigianale, come crearne uno

 

Di apicoltori ingegnosi ne avevamo una vaga idea, poi è arrivata la conferma con qualche ricerca in rete. Diciamo che se siete alle prime armi e volete ridurre al minimo i vostri investimenti, potete pensare di costruire con le vostre mani il primo estrattore di miele.

 

Qualcuno ha ottenuto uno smielatore utilizzando due ruote di una bicicletta, qualcun altro ha impiegato una vecchia lavatrice ottenendo un estrattore motorizzato. Un’altra idea è quella di uno smielatore autocostruito di tipo tangenziale, a due favi, collegato ad un trapano e con una spesa davvero irrisoria: appena 30 euro per l’acquisto del bidone.

 

Ecco un esempio di smielatore autocostruito su YouTube: