Miele di Puglia “fiore” all’occhiello

Miele di Puglia “fiore” all’occhiello

La flora pregiata che fa buono il miele. In Puglia abbiamo più di una cosa di cui essere fieri, ma questa la sanno in pochissimi: la flora nettarifera pugliese attrae apicoltori da tutta Italia.
Ogni anno la fascia ionica di Crispiano, Statte e Massafra registra un’alta concentrazione di apicoltori che praticano il nomadismo.

 

Sull’argomento ci mette in guardia la professoressa Marilia Tantillo, responsabile scientifica della sezione di sicurezza degli alimenti della facoltà di medicina veterinaria dell’università di Bari ed esperta di api, ponendo l’attenzione su:

  • salvaguardia e valorizzazione del miele pugliese;
  • una chiara e puntuale regolamentazione della Regione Puglia sul nomadismo proveniente da altri territori.

 

 

miele puglia

Flora nettarifera pugliese, motivo di pregio.

Apicoltori pugliesi: i numeri

 

Secondo i dati segnalati dalle associazioni di categoria, gli alveari censiti in Puglia sono 20mila con una concentrazione pari all’80% nelle zone del barese e del tarantino e al 20% tra Brindisi e Foggia. La produzione di miele è di circa 500 tonnellate/annue a fronte di un consumo pari a 1600 tonnellate/annue. Questa netta differenza tra domanda e offerta potrebbe trovare una spiegazione nell’apicoltura praticata per hobby e nell’autoconsumo che, però, sfugge al controllo. Un problema che è stato sollevato dal presidente dell’associazione apicoltori italiani Pino Rosini.

 

Il Forum sull’apicoltura pugliese tenutosi nel 2018 è stata un’occasione preziosa per riportare numeri e sollevare riflessioni, quali la mancanza di una politica apistica e l’esigenza di avviare delle azioni congiunte come la costituzione di un consorzio e il riconoscimento di un marchio dop fascia jonica. Lo “scossone” agli apicoltori e a chi opera nel settore è stato suggerito da Silvestro Pinto, presidente regionale APA (associazione apicoltori italiani).

 

apicoltori

L’apicoltura in Puglia è in netta crescita!

 

Criticità e zone di miglioramento

 

E qui emergono le criticità della filiera produttiva del miele pugliese da cui trarre spunto per avviare un processo di cambiamento.
Ecco i 5 punti critici:

  • frammentazione territoriale
  • mancata aggregazione produttiva
  • scarso o non sufficiente sfruttamento nettarifero regionale
  • mancanza di politiche apistiche mirate
  • assenza di un Piano strategico di sviluppo regionale.

 

Le zone di miglioramento ci sono e potrebbero essere indirizzate verso la valorizzazione del miele pugliese.

 

 

Miele pugliese, un prodotto da valorizzare

 

Le tendenze dei consumatori sono ormai chiare come il sole: prodotti di qualità di cui sia chiara l’origine e la sicurezza. Per questo, anche la filiera apistica ha l’obbligo di adottare strategie volte alla valorizzazione e alla conoscenza del prodotto, soprattutto nel caso del miele che, insieme agli altri prodotti dell’alveare (polline, pappa reale, propoli), ha proprietà funzionali e salutistiche.

 

Bisognerebbe, quindi, avviare un processo analogo a quello intrapreso per il vino e l’olio extravergine pugliese: valorizzare il miele pugliese, farlo conoscere meglio, promuoverne le qualità. Questa la visione della professoressa Tantillo, noi di BeeHouse siamo d’accordo!

miele

Miele di Puglia, un prodotto da valorizzare e promuovere.