Apicoltori nel mese di Ottobre

Apicoltori nel mese di Ottobre

In un nostro precedente articolo abbiamo detto che: “Le api non vanno mai in vacanza”,  visionando in maniera generale quello che l’apicoltore svolge in ogni mese dell’anno.

Oggi andremo più a fondo, indicandovi i vari passaggi per una corretta programmazione e i giusti interventi da fare: iniziamo da Ottobre!!!

 

 

Ottobre: il mese della salute

Nelle zone a clima mite, dove si effettua il raccolto autunnale del miele, è importante, dopo avere tolto i melari, procedere al controllo dell’acaro varroa prima delle operazioni di invernamento. Nell’articolo precedente sulla Varroa abbiamo visto tra i vari metodi l’utilizzo dell’acido ossalico in soluzione del 2%.

I telaini immagazzinati devono essere protetti dagli attacchi delle tignole della cera tramite fumigazioni di anidride solforata prodotta bruciando zolfo o impiegando bombolette spray.

Un’alternativa allo zolfo è il B 401, concetrato di Bacillus thuringiensis, un micro-organismo inoffensivo per l’uomo e per l’ape. E’ un prodotto 100% biologico che non lascia residui nella cera e nel miele.

Cosa utilizzare per l’alimentazione e il freddo

Nelle zone in cui il clima autunnale è particolarmente mite, occorre integrare l’alimentazione con somministrazione liquida e impiegare il candito solo quando il freddo  si fa sentire presto e le api non possono più ricevere sciroppo.

Si troverebbero infatti nell’impossibilità di lavorarlo e di immagazzinarlo con rischio di malattie come la nosemiasi.

Le arnie con fondo in legno devono essere sollevate posteriormente per evitare eventuali ristagni di acqua all’interno e, se l’inverno si presenta rigido, occorre proteggerle con materiale coibente (stracci, paglia, juta, ecc.) posto fra coprifavo e tetto.

Possiamo anche inserire sotto il tetto un foglio di poliuretano espanso, senza esagerare troppo per non ridurre la traspirabilità degli alveari; altrimenti creeremo l’effetto opposto e cioè la creazione di molta umidità all’interno degli alveari.

 

Lo spazio all’interno dell’arnia

In questo mese dell’anno, i favi abbandonati dalle api, devono essere prelevati. Lo spazio rimasto vuoto andrà delimitato col diaframma per evitare che la colonia soffra per gli sbalzi di temperatura. A secondo della zona per un corretto pre-invernamento, le api devono coprire un minimo di sei o sette favi da nido.

Inoltre è preferibile spostare i favi malformati e con poche scorte verso l’esterno, si portano invece quelli pieni di scorte verso l’interno.

Anche l’ampiezza della porticina di volo và diminuita per evitare l’ingresso di topi o di altri nemici e i fondi antivarroa vanno di nuovo inseriti, saranno tolti durante il periodo estivo per favorire maggiore ventilazione nell’alveare.

Occorre ricordare che le api temono più l’umidità del freddo, infatti una colonia forte ha una formidabile capacità di resistere ai rigori invernali tramite un meccanismo di climatizzazione che si crea all’interno del glomere.

 

Verso l’inverno

D’ora in avanti le api vanno lasciate tranquille fino alla prima visita di fine inverno. In questo periodo va completato l’invasettamento del miele prima che inizi la cristallizzazione altrimenti l’operazione diventerà in seguito più lenta e difficile.

 

Ci vediamo a Novembre e buon lavoro!