La Varroa: che cos’è e come combatterla

La Varroa: che cos’è e come combatterla

La varroa è un acaro parassita, che in realtà non dovrebbe portare alla morte, ma proveniendo da un’altra specie di api e trasferitosi sulle nostre api mellifere, si comporta come un predatore e porta la morte nelle colonie.

 

LA VARROA E IL CROLLO DELLE COLONIE

Immaginiamo di portare sulle nostre spalle una piccola scimmia; bene, è proprio questa la sensazione di un’ape nel portare a spasso l’acaro della varroa. Con l’aspetto di un piccolo granchio marrone, abbastanza grande in confronto all’ape, può vivere sul retro di un’ape adulta per due anni. Non uccide subito le api, ma trasmette la malattia e i virus riducendo la vita dell’ape. La colonia può poi crollare durante l’inverno.

 

Tecnica ZAV per staccare la varroa dalle api adulte

 

 

UN LUNGO VIAGGIO SINO A NOI

Attualmente in Italia rappresenta la più grave malattia parassitaria delle api che colpisce api adulte e covata. E’ transitata sulle api mellifere per la prima volta negli anni ’40 proveniente dall’estremo oriente, diffondendosi in Europa negli anni ’70, arrivando in Italia per la prima volta nel 1981 (UNA-API). La varroa è stata trasportata in ogni paese del mondo, tranne in Australia.

 

API IMMUNI?

Alcune specie e sottospecie di api si mostrano tolleranti all’acaro, come l’Apis Cerana. Si ipotizza che ciò dipenda dal fatto che il periodo di opercolatura è più breve di quello dell’ape mellifera. Ciò non permetterebbe alle progenie dell’acaro di raggiungere la maturità. Così come le Api Africanizzate in Brasile e nei paesi sudamericani, questi mostrano una minore suscettibilità in quanto hanno maggiore propensione allo “spulciamento“.

 

Acaro varroa su una pupa

 

DIVENTIAMO “TALENT SCOUT”

Si trasmette alle api sane semplicemente con il contatto diretto con le api infestate; questo avviene:

  • attraverso il saccheggio
  • attraverso la deriva
  • tramite i fuchi
  • attraverso l’apicoltore stesso (trasferimento di favi infettati, il nomadismo, il commercio di regine e di sciami, la raccolta di sciami)

Contessi ci illustra, inoltre, alcuni sintomi associati alla così detta “sindrome da acaro”, che possono manifestarsi in qualsiasi periodo dell’anno con massima frequenza in tarda estate. Questi sono i seguenti:

Nelle api adulte:

  • riduzione della popolazione
  • ali deformi
  • sostituzione della regina
  • api che lasciano in massa l’alveare (anche in autunno inoltrato o inizio inverno)

Nella covata:

  • covata irregolare
  • sintomi simili alla peste europea
  • alcune larve risultano fuori posto nelle cellette, altre sul fondo liquefatte
  • larve di colore bruno
  • formazione di scaglie friabili

                   Acido ossalico biidrato per il trattamento della varroasi

 

LA SOLUZIONE MIGLIORE

Innanzitutto, da non sottovalutare è il fenomeno della reinfestazione, non trascurabile neppure in pieno inverno. Fondamentale è effettuare i trattamenti sia all’interno di uno stesso apiario sia tra apiari limitrofi. Teniamo presente che quando cominciano ad essere visibili api con ali deformi o addomi di dimensioni ridotte, le famiglie cominciano ad essere in serio pericolo di vita. Le api che devono affrontare l’inverno devono essere sane!

 

Apiario – Il lavoro delle api deve essere diretto e sorvegliato

 

Oggi gli strumenti per la lotta alla varroa sono vari, ma esistono! Non c’è chiaramente un fattore unico e risolutivo al 100%, ma ogni singolo apicoltore, sulla base delle sue conoscenze, potrà individuare la soluzione per lui più idonea.

Importante è invece attenersi ai piani di lotta territoriali e non affrontare problemi così vasti da soli o improvvisandosi esperti. I trattamenti ativarroa sono imprescindibili. Non danneggiamo gli altri apicoltori, facciamo i trattamenti, ma soprattutto aiutiamo le nostre amiche api semplicemente con questi piccoli gesti.