I 10 comandamenti per un bravo apicoltore

I 10 comandamenti per un bravo apicoltore

Ogni arte o mestiere ha le sue specifiche regole. Il lavoro di un apicoltore è scandito da dieci comandamenti, la misura con cui verranno osservati sarà molto importante per il benessere delle api.
Per entrare nel mondo dell’apicoltura, quindi, dovrai partire da qui. Ecco i 10 punti che dovrai rispettare per prenderti cura della tua arnia e acquisire il titolo di apicoltore esperto.

 

1. Conoscere la biologia dell’ape

 

Un apicoltore è anche un po’ biologo. Avrà appreso tante nozioni sui manuali e molte altre le avrà imparate sul campo facendo pratica, visitando altri alveari, chiedendo consiglio ad altri apicoltori. Conoscerà alla perfezione i cicli vitali dell’alveare, saprà individuare i componenti della famiglia e indicare le funzioni e le qualità di ciascuno, avrà studiato nel dettaglio le malattie e i parassiti così da sapere come comportarsi e quale trattamento adottare.

 

2. Visitare il nido

 

Una strategia importante è aver cura del nido. Per verificare lo stato di salute delle api sarà necessario programmare visite periodiche e ben mirate. Attenzione: troppe visite potrebbero causare sciamature o saccheggi (ne parliamo più avanti).

 

 

3. Interpellare (sempre) un esperto

 

Il dubbio è umano, per questo sarà bene risolverlo chiedendo consiglio e aiuto a chi ne sa di più. Il controllo periodico e strategico non basta, lo scambio continuo con altri tecnici ed esperti del settore è fondamentale per raccogliere idee e consigli utili su come intervenire per evitare la diffusione di malattie.

 

4. Eliminare. A mali estremi, estremi rimedi

 

Alcuni casi richiedono misure drastiche, come la peste americana. Si tratta di una malattia rara ma altamente pericolosa e distruttiva per le api. Per combatterla, servirà intervenire sull’intera famiglia bruciando telai, cera e api.
Il ruolo dell’apicoltore è quello di tenere in vita tutte le famiglie, sopprimendo le famiglie ammalate ed evitando la “selezione” da queste.

apicoltura

La selezione delle famiglie di api è molto importante, l’apicoltore è anche un po’ biologo.

5. “Forzare” le api con attenzione

 

Nel caso di una famiglia di api debole, ogni forzatura a una maggiore produzione potrebbe essere dannosa, per le api e l’apicoltore. Per questo, l’apicoltore potrà praticare una “forzatura” solo se le condizioni interne all’apiario lo consentono.
Bisogna fare molta attenzione e scegliere il momento giusto per effettuare pratiche come l’inserimento di fogli cerei e melari, altrimenti si potrebbe creare una situazione di stress controproducente. Per esempio, bisognerà evitare che la covata si raffreddi o che l’arnia sia abbandonata dalle api.

 

6. Conoscere il vicino di… apiario

 

I buoni rapporti di vicinato sono molto importanti: competenze più specifiche e consigli mirati aiuteranno l’apicoltore ad affrontare il recupero di uno sciame scappato ed altri eventuali problemi.

 

7. Riconoscere ed evitare il saccheggio

 

Il saccheggio e saperlo riconoscere è uno dei fondamentali per chi pratica l’apicoltura. Quando hanno scarso nutrimento, le api possono procurarsi il necessario assalendo le scorte di altri alveari. Questa strategia di sopravvivenza è detta “saccheggio”, un apicoltore avrà il compito di non incoraggiare le api a praticarlo.
Può capitare, però, che l’autore del saccheggio sia lo stesso apicoltore: quando le visite al nido sono ripetute e non mirate, e quindi legate a inesperienza e imprudenza; in altri casi il saccheggio è intenzionale ed è finalizzato allo svuotamento dei favi non più utilizzabili e al recupero del miele o, ancora, alla pulizia dei melari dopo la smielatura.
Qualche utile consiglio: aver cura che la postazione sia pulita, conservare l’equilibrio interno alla famiglia di api per evitare che tra le diverse famiglie ci sia troppa discrepanza di numero, aiutare le api più deboli a proteggersi dai saccheggiatori.

apicoltore

Le api praticano il “saccheggio” quando non hanno sufficiente nutrimento.

8. Pulire la postazione

 

La salubrità di una postazione dipende anche dalla pulizia: evitare il disordine, lasciare materiali nei magazzini, questi potrebbero essere presi d’attacco dalle api.
Ma quali fattori considerare per scegliere una buona postazione? Ve li abbiamo indicati in questo articolo.

 

9. Nutrire, l’importanza delle scorte

 

Non devono mai mancare miele, polline e scorte invernali di buona qualità, l’apicoltore avrà sempre cura del nutrimento delle sue famiglie di api. Un normale e costante flusso nettarifero stimola il comportamento igienico delle api, che puliscono e liberano le celle.

 

10. Selezionare

 

Gli apicoltori seguono legge darwiniana della selezione, dando il loro personale contributo. Come? Scegliendo le api migliori, più sane e meno soggette a patologie, favorendo le famiglie più floride e non recuperando quelle troppo deboli o malate solo perché questo crea dispiacere.

 

Ora che hai ben chiari i punti da osservare per diventare un bravo e operoso apicoltore, sei già passato di livello dimostrando interesse per la tua formazione e cultura. Se hai bisogno di aiuto, puoi interpellare noi di Beehouse: siamo costruttori di arnie, dispensatori di buone pratiche, sensibili all’ambiente e alla diffusione della cultura apistica con i nostri corsi di formazione per tutte le età.