Gaia & l’ecosistema Terra

Gaia & l’ecosistema Terra

Perché le api sono così importanti in natura?

E che cos’è che ci lega veramente a loro?

 

Una prima, superficiale risposta potrebbe riferirsi al fatto che le api producono per noi (dal nostro punto di vista) il miele, nutriente e benefico per il nostro organismo, tanto quanto gli altri prodotti dell’alveare.

Ma ovviamente non è questo.

 

Le api e tutti gli altri insetti impollinatori

 

 

Proprio con la loro funzione impollinatrice ci rendono un servizio più importante, fondamentale nella produzione agricola di molte delle colture di più largo consumo.

La FAO stima che ben 71 delle 100 principali colture a livello globale, e ben l’84% tra le 264 praticate in Europa, dipendono in misura considerevole dall’opera degli impollinatori[1].

Stiamo parlando di quantità notevoli dei cibi che consumiamo abitualmente, peraltro di quelli col contenuto nutrizionale più ricco in termini di vitamine e minerali, cioè frutta e verdura.

Possiamo quindi affermare che le api e gli altri impollinatori hanno un ruolo rilevante nell’ambito di una produzione agricola che garantisca la sicurezza alimentare[2], cioè, nello specifico, l’abbondanza della produzione ortofrutticola.

A tal riguardo, bisogna notare poi che quest’ultima ha visto un aumento costante nel corso degli ultimi 50 anni sia nei Paesi industrializzati che nei Paesi cosiddetti del Sud del mondo[3].

Capiamo allora perché il valore di mercato di una tonnellata di una qualsiasi coltura dipendente dall’impollinazione naturale è di ben 5 volte superiore a quello di una quantità equivalente di una coltura di altro tipo, al punto che si stima che il valore economico dell’impollinazione sia pari a circa 265 miliardi di dollari (Lautenbach et al., 2012)[4].

 

 

Gaia & l'ecosistema Terra

Perché le api sono così importanti in natura? E che cos’è che ci lega veramente a loro?

Ma, nonostante queste cifre, di fatto neanche questo è il nesso più immediato che intercorre tra noi e le api.

L’Ecosistema

 

La parola chiave qui è “ecosistema”:  ciò che noi potremmo definire come una serie “intelligente” ordinata e complessa di relazioni tra organismi differenti (minerali, vegetali e animali), e la cui funzione è l’espressione e la riproduzione della Vita sulla terra.

In un ecosistema ogni elemento ha una sua ragion d’essere e, dal momento che esso vive in relazione con gli altri e in funzione dell’insieme, ogni sua alterazione si ripercuote inevitabilmente su ogni altro elemento e sull’intero ecosistema.

In modi e tempi non sempre immediatamente rilevabili o prevedibili dalla Scienza.

 

L’attenzione verso il lavoro in agricoltura sta crescendo in modo considerevole

 

Pericolosità verso le api

 

A questo punto sorge un “ma”, un problema che ci interessa: se da una lato, come detto in precedenza, sul mercato agricolo si registra un aumento costante della produzione di colture dipendenti dall’opera degli impollinatori, sul fronte ambientale si è però osservato un progressivo calo delle loro popolazioni.

Questo spopolamento, che in alcuni contesti geografici si è configurato come un vero e proprio collasso della colonia [5], può essere ricondotto a delle cause ben precise: non solo malattie e parassiti, ma anche (forse soprattutto):

  • pratiche di agricoltura intensiva -frammentazione degli ecosistemi,
  • monocolture,
  • uso di erbicidi e pesticidi
  • effetti ambientali dovuti al fenomeno del cambiamento climatico
  • condizioni meteorologiche anomale.

 

fiore attraente per le api

Facelia, pianta mellifera: il fiore produce polline e nettare di alta qualità

 

 

A fronte di quanto abbiamo detto sinora sull’importanza degli impollinatori per la produzione agricola e il mantenimento degli ecosistemi, a quali conseguenze stiamo quindi andando incontro, data la loro progressiva scomparsa?

Se da un lato il danno agricolo potrebbe essere stimato in miliardi di dollari e in tonnellate di cibo mancanti, dall’altro è ben difficile anche solo immaginare che cosa ne sarebbe di ogni ambiente naturale se tra il 60% e il 90% delle piante selvatiche iniziasse a sparire!

Inoltre, non dovremmo preoccuparci d’altra parte anche di ogni altro aspetto ambientale, prodotto dalle attività umane, che impatta negativamente sulla Natura compromettendone lo stato di salute?

 

Orientati alla sostenibilità ambiemtale

 

In questa prospettiva complessa, dove fattori diversi -ambientali, agricoli, socio-economici si ripercuotono gli uni sugli altri e sull’intero ecosistema Terra. Noi di BeeHouse abbiamo deciso di voler condividere con voi le nostre riflessioni sui temi che ci chiamano in causa.

Non solo in quanto appassionati di apicoltura ecologica, ma anche in quanto cittadini che amano la Natura e sono intenti alla preservazione dell’Ambiente, consumatori interessati alla genuinità del cibo e a un’agricoltura sostenibile, imprenditori orientati all’innovazione e alla sostenibilità ambientale.

 

Vogliamo pensarci e porci come in un ecosistema: in relazione.

Ci sarete anche voi?

Ci auguriamo di si!

 

 

Come Beehouse contribuisce al rispetto delle api e dell’ambiente? Iniziando dalla scelta del legno.

 

[1] Dati FAO citati da UNEP 2010, come riportato in “Bees in decline – A review of factors that put pollinators and agriculture in Europe at risk”, Greenpeace Research Laboratories Technical Report (Review) 01/2013

[2] La prima definizione del concetto di “sicurezza alimentare” è stata data dalla FAO  in occasione del World Food Summit nel 1996.

[3] Rispettivamente del 16,7% e del 9,4% nell’arco del periodo 1961-2006, come riscontrato da Aiken & Harder, 2009,  e Aizen et al, 2009, citati in “Bees in decline – A review of factors that put pollinators and agriculture in Europe at risk”, Greenpeace Research Laboratories Technical Report (Review) 01/2013, Greenpeace International, p.14.

[4] Come citati Ibidem.

[5] Tale fenomeno è stato riscontrato soprattutto negli Stati Uniti e in Europa. Ad oggi, negli USA si è registrata una perdita di colonie d’api tra il 30% e il 40% rispetto al 2006; in Europa si è calcolata una media del 25% dal 1985 a oggi, con un picco del 54% nel Regno Unito.

Secondo dati del 2009, in Europa il tasso di mortalità delle colonie d’api è in media del 20%, variando dall’1,8% al 53% tra Paesi diversi.

Per approfondire cfr. “Bees in decline – A review of factors that put pollinators and agriculture in Europe at risk”, Greenpeace Research Laboratories Technical Report (Review) 01/2013, Greenpeace International, p. 17 e ss.